A dieta stacci tu
La madre di Kate Middleton, poiché diventerà la suocera di un principe e ha già molti problemi con i cappellini, sta seguendo la dieta Dukan. E’ una dieta francese molto di moda (dicono che anche Jennifer Aniston la segua, ma a lei è attribuita qualunque cosa: la dieta degli omogeneizzati, che consiste nel nutrirsi di quattordici razioni di pappette al giorno, quella dei frullati, solo beveroni, quella del cocomero, quella del peperoncino di Cayenna e quella del digiuno rancoroso, in assoluto la migliore). Leggi La rivincita delle cenerentole
13 AGO 20

La madre di Kate Middleton, poiché diventerà la suocera di un principe e ha già molti problemi con i cappellini, sta seguendo la dieta Dukan. E’ una dieta francese molto di moda (dicono che anche Jennifer Aniston la segua, ma a lei è attribuita qualunque cosa: la dieta degli omogeneizzati, che consiste nel nutrirsi di quattordici razioni di pappette al giorno, quella dei frullati, solo beveroni, quella del cocomero, quella del peperoncino di Cayenna e quella del digiuno rancoroso, in assoluto la migliore). La dieta Dukan è divisa in tre fasi, e nella fase di attacco (in cui ci si pesa ogni mezz’ora, togliendosi anche l’orologio – esistono, sopra molti polsi, patacconi da due chilogrammi, e in quel caso il problema non è solo la dieta) prevede proteine pure e nient’altro, ma senza limiti di quantità e a qualsiasi ora. Esempio: un uovo, una fetta di tacchino, gamberetti, un pollo, una lingua di vitello, una trota, un’aragosta, un agnello, un cavallo intero senza petto, anche di notte, uno sopra l’altro. O si muore o si dimagrisce tantissimo.
Anche se la massima soddisfazione, quando qualcuno è entusiasta per una dieta e dice di avere perso dodici chili in cinque giorni, è vedere quanto velocemente ne riprende quattordici. Nella seconda fase, se si è sopravvissuti a tutta la carne ingerita, per i benefici della quale si consiglia la lettura di Jonathan Safran Foer e di Umberto Veronesi, si può aggiungere un cetriolo e tre gocce di olio d’oliva, oltre a dieci chewingum dolcificati con aspartame, e così via. Per tutta la vita, poi, un giorno alla settimana di proteine pure: cavalli, segugi eccetera.
Abbiamo bisogno di favole alimentari, di promesse di dimagrimento, di calcoli calorici, e adesso che la vecchia Weight Watchers ha modificato i punti di molti cibi, soprattutto biscotti e vino, persone che la seguivano anche filosoficamente dagli anni Settanta si ritrovano scioccate: hanno bisogno di cure per non cedere allo sbandamento, alla sensazione di avere sbagliato tutto nella vita (ecco perché non dimagrivo, oppure: era solo un dimagrimento percepito?) e gettano nel camino i diari in cui hanno segnato per decenni tutto quello che si mettevano in bocca. Se non ci si può più fidare di nessuno perché l’apporto calorico di una fetta biscottata fluttua come la Borsa, il rischio è quello di fare da soli, come Emily nel Diavolo veste Prada: “Sai sto facendo una nuova dieta. E’ molto efficace: non mangio niente, e poi quando sento che sto per svenire butto giù un cubetto di formaggio!”. “Beh sta funzionando alla grande”. “Lo so, ora mi manca solo una colite e arrivo al peso ideale”.
La cosa più anti dieta, comunque, è andare in vacanza con una persona a dieta, non tanto per i sensi di colpa che instilla in chi chiede al cameriere altro pane, non per la noia di sentire elencare tutti gli alimenti a cui è intollerante (il lievito di birra c’è sempre), ma per il modo torvo in cui guarda i piatti altrui, per la pena di vederla cercare con il dito i chicchi di riso bollito caduti dal piatto. E poi, per quale diavolo di motivo bisognerebbe mettersi a dieta prima di Natale? Meglio una pizza oggi che un cavallo domani.
Anche se la massima soddisfazione, quando qualcuno è entusiasta per una dieta e dice di avere perso dodici chili in cinque giorni, è vedere quanto velocemente ne riprende quattordici. Nella seconda fase, se si è sopravvissuti a tutta la carne ingerita, per i benefici della quale si consiglia la lettura di Jonathan Safran Foer e di Umberto Veronesi, si può aggiungere un cetriolo e tre gocce di olio d’oliva, oltre a dieci chewingum dolcificati con aspartame, e così via. Per tutta la vita, poi, un giorno alla settimana di proteine pure: cavalli, segugi eccetera.
Abbiamo bisogno di favole alimentari, di promesse di dimagrimento, di calcoli calorici, e adesso che la vecchia Weight Watchers ha modificato i punti di molti cibi, soprattutto biscotti e vino, persone che la seguivano anche filosoficamente dagli anni Settanta si ritrovano scioccate: hanno bisogno di cure per non cedere allo sbandamento, alla sensazione di avere sbagliato tutto nella vita (ecco perché non dimagrivo, oppure: era solo un dimagrimento percepito?) e gettano nel camino i diari in cui hanno segnato per decenni tutto quello che si mettevano in bocca. Se non ci si può più fidare di nessuno perché l’apporto calorico di una fetta biscottata fluttua come la Borsa, il rischio è quello di fare da soli, come Emily nel Diavolo veste Prada: “Sai sto facendo una nuova dieta. E’ molto efficace: non mangio niente, e poi quando sento che sto per svenire butto giù un cubetto di formaggio!”. “Beh sta funzionando alla grande”. “Lo so, ora mi manca solo una colite e arrivo al peso ideale”.
La cosa più anti dieta, comunque, è andare in vacanza con una persona a dieta, non tanto per i sensi di colpa che instilla in chi chiede al cameriere altro pane, non per la noia di sentire elencare tutti gli alimenti a cui è intollerante (il lievito di birra c’è sempre), ma per il modo torvo in cui guarda i piatti altrui, per la pena di vederla cercare con il dito i chicchi di riso bollito caduti dal piatto. E poi, per quale diavolo di motivo bisognerebbe mettersi a dieta prima di Natale? Meglio una pizza oggi che un cavallo domani.
Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
